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Edoardo Imbornone

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Analisi rischi ESG

La gestione del rischio aziendale è come un ombrello, sembra inutile fino a quando non inizia a piovere.

Il cambiamento climatico non si riduce soltanto all'aumento delle temperature. Incide sulla continuità operativa, sui costi, sulle forniture e sulla reputazione di ogni impresa, e chiede di essere affrontato prima che diventi un'emergenza. Nessuno dispone di una sfera di cristallo, ma interrogarsi con metodo sugli scenari possibili è un esercizio utile, che permette di decidere oggi come adattarsi al mondo di domani.

Per svolgerlo applico le metodologie di riferimento più solide, tra cui, a titolo esemplificativo, l'approccio di doppia materialità degli standard europei di rendicontazione (ESRS) e i criteri dell'IFRS S2, con scenari climatici internazionali, per i rischi climatici. Integro ai tradizionali parametri ESG, analisi di impatto, rischi e opportunità (IRO) legati alla sicurezza informatica (direttiva NIS2) e all'intelligenza artificiale (regolamento europeo sull'AI e lo standard ISO/IEC 42001).

Cosa restituisco?

A questi strumenti affianco una metodologia ad hoc, costruita sulle caratteristiche di ciascuna impresa. Ogni rischio viene misurato su tre assi, cioè la probabilità, l'impatto e la solidità dei presidi già esistenti, così da ottenere un grado di esposizione residua.

Il risultato è un report di analisi e mappatura, fruibile dai soggetti apicali dell'impresa e dal Consiglio di Amministrazione, che indica dove intervenire per primo e con quali azioni.

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Domande frequenti

Che cos'è un'analisi dei rischi ESG?

È la mappatura dei rischi ambientali, sociali e di governance che possono incidere su continuità operativa, costi, forniture e reputazione dell'impresa. Ogni rischio viene misurato su probabilità, impatto e solidità dei presidi già esistenti, così da ottenere un grado di esposizione residua.

Serve anche a un'impresa che non ha obblighi di rendicontazione?

Sì. Banche e clienti di maggiori dimensioni chiedono sempre più spesso informazioni ESG a fornitori e finanziati, anche quando l'impresa non è tenuta per legge a rendicontare. L'analisi aiuta a rispondere ai questionari e a scegliere le priorità.

Che differenza c'è tra rischio fisico e rischio di transizione?

Il rischio fisico nasce dagli effetti del clima sulle attività, per esempio alluvioni, ondate di calore o erosione costiera. Il rischio di transizione nasce dai cambiamenti di norme, mercati e tecnologie legati al passaggio a un'economia a basse emissioni.

Come si misura un rischio che oggi, concretamente, non esiste ancora?

Pensaci: negli ultimi otto anni avresti mai immaginato cambiamenti così profondi e impattanti? E, soprattutto, avresti potuto prevederli?

Ecco, seguimi.

L’analisi dei rischi non serve a prevedere l’imprevedibile. Serve a mettere alla prova la capacità di reagire al cambiamento.

Attraverso scenari complessi e possibili evoluzioni future, si testa oggi come reagirebbe l’organizzazione quando, domani, un evento inatteso si verificherà e chi dovrà decidere avrà poco tempo per farlo.

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